
Domenica 31 maggio 2026 – Profumo di salsedine, fresca brezza marina e colori di un’estate in arrivo… così sono stato accolto da una Moneglia mattutina nel giorno dell’escursione al monte San Nicolao. Cima posta a quota 847 metri di altitudine, è già visibile in lontananza per la presenza di alcuni ripetitori.
La vetta, caratterizzata dalla presenza di questi impianti, non è certamente tra le più belle della zona da un punto di vista estetico, ma questa gita mi ha regalato egualmente tanto, compresi diversi scorci di panorama mozzafiato.

Lascio qui sotto, come sempre, la tabella con i dati estratti da Strava, per poi iniziare il racconto della giornata trascorsa tra le colline del Levante Ligure.
| Parametro | Valore |
| Distanza a/r* | 27,54 km |
| Dislivello positivo a/r* | 1.280 metri |
Nota *: il mio itinerario comprende qualche deviazione extra in modo da scoprire eventuali varianti di percorso. Senza di queste, la distanza (a/r) complessiva dovrebbe essere intorno ai 22 km per un dislivello positivo di circa 1.100 metri.
Da Moneglia al Monte Telegrafo
Partito da Riva Trigoso verso le 6 in auto, ho raggiunto Moneglia intorno alle 6.30, trovando subito un parcheggio nei pressi del centro. A tal proposito, se anche voi doveste andare di domenica, vi ricordo la presenza del mercato con la conseguente impossibilità di posteggiare in determinate aree.

Giunto in via W. Burgo dopo un breve tragitto a piedi nel centro storico, ho scorto il cartello per il San Nicolao all’inizio della crêuza (termine che indica il tipico viottolo ligure stretto tra i muri) e quindi ho imboccato la scalinata. Una volta conclusa, si torna sulla strada asfaltata e in pochi minuti, passando nuovamente da un’altra crêuza, si arriva alla frazione di Lemeglio.
Nel grazioso borgo situato sulle pendici orientali della conca di Moneglia è presente una fontana a ridosso della chiesa di Santa Maria Assunta (foto sotto). Al ritorno, con le borracce ormai vuote, è risultata fondamentale per reidratarmi.


Prima di addentrarmi nella narrazione dei passaggi successivi, vi lascio i dati Strava di questo primo tratto, intitolato “Moneglia – Lemiglio” (sic! non è un mio refuso, ma è proprio scritto così):
- Distanza: 1,14 km
- Dislivello positivo: 159 metri
- Pendenza media: 13%
Una volta usciti dal paese, ci si addentra finalmente nella natura e, dopo un primo pezzo piuttosto pendente, si passa a un piacevole falsopiano da cui, dopo qualche minuto, si raggiunge il bivio Monte Telegrafo (sinistra) – Mezzema (destra).


Per la nostra meta, l’ancora lontano monte San Nicolao, bisogna girare a sinistra poiché in caso contrario si andrebbe verso Deiva Marina.
Proseguendo dunque sul lato sinistro, ho raggiunto il monte Telegrafo nell’arco di poco tempo, subito dopo aver affrontato un tratto abbastanza ripido, finito il quale ho svoltato a destra. Qui, sulla mia destra, ho subito notato il vecchio telegrafo, oltre a una esile croce in legno e a un tavolo da pic-nic un po’ malandato.


Posto a quota 448 metri, questo rilievo è conosciuto anche come monte Crocetta o sella Crocetta e non è un punto panoramico, al contrario del vicino monte Incisa.
Monte Incisa, Ca’ Marcone e San Nicolao
Dopo qualche saliscendi, in una delle parti più semplici dell’intero itinerario, sono arrivato al monte Incisa (516 metri), da cui si può ammirare un panorama suggestivo. Qui, oltre a qualche foto e video di rito, ho fatto la mia prima breve sosta per reintegrare sali e liquidi.

Quindi, dopo aver proseguito dritto (salita) a un trivio, in breve tempo sono sbucato sull’Aurelia in località Ca’ Marcone, a quota 562 metri, dove ho attraversato la strada portandomi sulla sinistra delle case. Qui sono entrato nell’area di parcheggio e ho continuato per il sentiero poco visibile alla sinistra delle recinzioni.
State molto attenti perché a Ca’ Marcone non troverete alcuna indicazione per il San Nicolao e quindi dovrete seguire precisamente le segnalazioni che vi ho riportato e in pochi attimi sarete nuovamente sul sentiero principale, che subito piega verso destra.
Da qui in poi troverete una serie di bivi. Al primo proseguite dritti (lato destro), ignorando quindi le indicazioni per Velva (segnalate su un masso per terra). Al secondo, posto al crocevia di Sella Merelle (590 metri), continuate ancora verso destra, seguendo il segnale di una croce rossa.






Da qui in avanti avrete due possibilità per raggiungere la vetta del San Nicolao:
- A un certo punto vedrete un sentierino sulla vostra sinistra indicato da ometti di pietra. Seguendolo percorrerete il versante sud della Pietra di Vasca e, transitando da Bocca di Vasca (737 metri), raggiungerete la cima del San Nicolao dopo avere costeggiato le antiche rovine dell’area archeologica e deviato nel finale sulla stradina asfaltata che porta in vetta.
- Ignorando invece il sentiero segnalato dagli ometti di pietra e continuando quindi dritto, raggiungerete dopo un po’ un nuovo bivio, dove dovrete girare verso sinistra, sul tratto ripido in salita. L’indicazione corretta è denominata “Bivio con AV5T“, dove quest’ultima parola è l’acronimo di “Alta Via delle 5 Terre”. Anche in questo caso, prima della cima, affiancherete l’area archeologica per poi giungere sulla stradina asfaltata conclusiva.
Proprio nei pressi dell’area archeologica, ho scorto uno scattante capriolo che scappava dalla mia vista all’interno della boscaglia. Da qui alla vetta manca poco e l’ultimo breve tratto, come vi ho appena accennato, si trova sulla strada asfaltata che porta ai ripetitori.






Il mio itinerario d’andata è terminato proprio qui ma, nell’arco di pochi minuti, avrei potuto raggiungere le limitrofe Cima Stronzi (851 metri) e Cima Groppi (869 metri). Ho deciso invece di andare alla loro scoperta nei prossimi mesi, in un percorso che partirà da Ca’ Marcone e che, una volta superate le due cime appena menzionate, proseguirà lungo uno spettacolare anello.
Al ritorno ho effettuato il medesimo tragitto dell’andata, rientrando a Moneglia per pranzo. Dopo due gustosi tranci di focaccia al formaggio e acqua a volontà, sono tornato all’auto e da qui alla “mia” Riva.
Conclusioni
La lunga salita da Moneglia al monte San Nicolao è immersa nella natura e regala punti panoramici altamente spettacolari. La presenza dei ripetitori rende la vetta meno suggestiva ma, nonostante ciò, è possibile ammirare una vista gradevole anche da lì (foto di copertina).
Consiglio questo itinerario esclusivamente a persone ben allenate vista la lunghezza del percorso, oltre al dislivello da affrontare. La cima del San Nicolao è comunque raggiungibile da percorsi più brevi, per esempio partendo da Ca’ Marcone (zona del Bracco).



Agli appassionati di trekking, consiglio di leggere anche gli altri miei articoli sulle escursioni nel Levante Ligure:

Cliccate infine qui per scoprire la traccia Strava del mio giro “Monte San Nicolao (da Moneglia)“.
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