
Sabato 18 aprile 2026 – La Liguria sa regalare sempre scorci panoramici incredibili e la zona collinare intorno a Bargone non fa eccezione. Frazione di Casarza Ligure posta nell’entroterra di Levante, è il punto di partenza per la bellissima escursione del monte Treggin, da cui poi si possono raggiungere la vetta del monte Roccagrande e diverse altre mete.
Lungo il tragitto da me percorso, segnalo la presenza di una sola fontana, precisamente nella piazza centrale di Bargone, e consiglio l’uso di scarpe da trekking dall’ottimo grip oppure di scarponcini leggeri (se come me doveste effettuare questa gita in primavera).

Ecco a voi il mio itinerario:
- Partenza e arrivo: Bargone (GE)
- Cime: monte Treggin (870 m), monte Roccagrande (971 m), passo del Bocco di Bargone (905 m)
- Distanza: 15,46 km (dati Strava)
- Dislivello positivo: 953 metri (dati Strava)
Monte Treggin: bosco, rocce e un panorama da favola
Ben visibile dalla “mia” Riva Trigoso, il Treggin presenta un’altezza di 870 metri e, oltre alla sagoma dalla forma particolare, non può passare inosservata la sua vetta dal colore rossastro, dovuta alla presenza del minerale diaspro.
Dal parcheggio nella piazza centrale di Bargone (299 m), in pochi minuti si raggiunge l’inizio del sentiero attraverso una stradina asfaltata. Le indicazioni, costituite da una “X” rossa su sfondo bianco, sono chiare e ben presenti, quindi non c’è il rischio di perdersi.


Le pendenze iniziali sono piuttosto marcate, adatte a escursionisti con un minimo di allenamento. Questa prima sezione boschiva termina subito dopo il colle dell’Incisa, dove troverete l’indicazione per il Treggin ben segnalata sulla destra (non troverete alcuna scritta “Colle dell’Incisa”, ma lo riconoscerete per la presenza di un trivio).
Da qui inizia la zona rocciosa, alternata a brevi tratti di normale sentiero. Non vi sono particolari difficoltà tecniche ma, su questo tipo di terreno, va sempre posta molta attenzione a ogni passo. Dopo aver oltrepassato un albero a cui è attaccato un rotolo di bandiere di preghiera tibetane, presto vedrete la croce di vetta, da cui potrete ammirare un meraviglioso panorama.


Qui la vista spazia dal mare con alcune zone di Riva Trigoso ben riconoscibili alle altre cime appenniniche limitrofe, su tutte quella del vicino Roccagrande, la cui croce di vetta è visibile. Dopo aver scattato qualche foto di rito ed essermi reintegrato con una barretta e un po’ d’acqua, ho scritto due righe sul diario di vetta, prima di ripartire proprio per il Roccagrande.
Dati del segmento “Bargone – Treggin” su Strava
- Distanza: 2,32 km
- Dislivello positivo: 498 metri


Dal Treggin al Roccagrande: breve cresta e… api
Ripartito dal Treggin, mi sono subito imbattuto nella breve e spettacolare cresta da cui si raggiunge nuovamente il bosco. Terminato il tratto di discesa, si risale fino alla strada sterrata grazie a cui, più tardi, sarei arrivato fino al passo del Bocco di Bargone.
Giunti su questa larga sterrata, troverete subito un’indicazione per il Rifugio Treggin sulla vostra sinistra mentre, proseguendo dritto, sarete in pochi minuti al bivio per il Roccagrande, la cui vetta si erge a 971 metri di quota.


Dal cartello alla cima la strada è breve, con la croce di vetta quasi sempre visibile dal basso. Quassù lo spazio è ampio e il panorama stupendo. Assieme a me, invece, nessuna presenza umana, ma un nutrito gruppo di api ronzanti attorno alla bella costruzione in pietra realizzata per sostenere la croce.
Anche qui, dopo qualche fotografia e video, sono subito ripartito per la meta successiva. Saranno state circa le 9.30, ma il sole cominciava già a battere con forza e il fatto che questa zona sia priva di boscaglia non aiuta di certo. Le due borracce d’acqua presenti nel mio zaino sono dunque risultate fondamentali e, allo stesso modo, anche il cappellino (bianco) è stato molto utile.
Dati del segmento “Monte Treggin – Monte Roccagrande” su Strava
- Distanza: 1,42 km
- Dislivello positivo: 145 metri


Passo del Bocco di Bargone e ritorno dal Treggin
Rientrato rapidamente sulla strada sterrata lasciata poco prima, mi sono diretto al passo del Bocco, situato a quota 905 metri di altitudine e, dopo poche centinaia di metri di camminata, sulla mia destra ho scorto il lago preistorico di Bargone. Questo bacino lacustre fa parte di un’area protetta, vista l’abbondanza di specie protette che vivono lì.
Da lì in avanti non ho più nulla da segnalare, fino al grande masso su cui è presente la scritta “Passo del Bocco di Bargone – Mt. 905“. Sulla medesima pietra è anche indicata la direzione per il monte Porcile (1.249 m), luogo noto principalmente per la presenza di un gruppo di cavalli selvaggi.


A proposito di questi ultimi, pensate che uno di loro, dal manto nero, stava trottando tranquillamente al passo del Bocco, a poche decine di metri di distanza da me… davvero emozionante!
Che cosa fare a questo punto? Vista la mancanza di indicazioni, ho preferito evitare di chiudere l’anello prendendo il primo sentiero sulla destra, rientrando invece dalla stessa strada dell’andata. Che il primo sentiero a destra sia quello corretto per concludere l’anello verso Bargone è segnalato sul web da diversi escursionisti i quali, però, dicono spesso di aver perso la direzione proprio a causa della mancanza di segnaletica.


Non so se attualmente sia cambiato qualcosa ma, nel dubbio, ho preferito rientrare a Bargone dal Treggin. Se invece avessi inforcato l’altro sentiero, sarei dovuto transitare dall’abitato di Costa di Bargone (353 m) prima di ritornare al punto di partenza.
Conclusioni
Ricorderò a lungo la gita del Treggin e del Roccagrande da Bargone con grande piacere, in particolare per la zona rocciosa nei pressi della cima del Treggin e per l’incontro con il cavallino selvaggio nei pressi del passo del Bocco.
Dove andrò la prossima volta? Sto panificando diversi giri interessanti ma, qualunque sia la meta, ogni volta scopro luoghi affascinanti, dai panorami unici e indimenticabili. A presto con nuove escursioni in giro per il Levante ligure e non solo!

A proposito di gite sull’Appennino Ligure, vi invito a leggere i miei articoli riguardanti l’escursione al monte Capenardo, la gita al San Nicolao e il trekking Riva-Moneglia. Se invece voleste qualcosa di più soft ma altrettanto spettacolare sotto il profilo panoramico, vi consiglio di dare un occhio al post sulle Rocche di Sant’Anna. Cliccate infine qui per la mia traccia Strava “Treggin – Roccagrande – Bocco (da Bargone)“.
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