
Il Monte Capenardo è una delle mete più suggestive del Levante ligure: una dorsale ampia, soleggiata e ricca di scorci che spaziano dal Golfo del Tigullio alle cime dell’Appennino. L’escursione compiuta martedì 25 novembre è stata resa ancora più speciale dalla luce limpida del mattino e da un incontro sorprendente con la fauna locale.
Partendo dal centro di Lavagna, questo trekking permette di immergersi rapidamente nella natura, alternando tratti panoramici a passaggi più raccolti tra i boschi e la macchia mediterranea.






Trasferitomi di recente in Liguria assieme alla mia famiglia, ho scelto proprio il Capenardo come prima escursione alla scoperta dell’Appennino Spezzino per due motivi. Innanzitutto per la vicinanza a casa e poi perché, dopo il bellissimo tramonto ammirato dalle Rocche di Sant’Anna con mia moglie, avevo visto proprio lì nei dintorni il cartello che indicava la salita verso il Capenardo e quindi mi ero detto che avrei dovuto farla al più presto.
Non ho però affrontato il versante di Sestri Levante dopo che alcuni amici appassionati di mountain bike mi avevano segnalato che una porzione del percorso corrisponde ai trail affrontati dagli enduristi. Ho preferito quindi effettuare l’itinerario dal versante di Lavagna.
Monte Capenardo (da Lavagna): dati tecnici dell’escursione
- Punto di partenza: Basilica di Santo Stefano, Lavagna
- Vetta: Monte Capenardo, 654 metri slm*
- Lunghezza complessiva (a/r): 13,3 km (dati Strava)
- Dislivello totale: 770 metri (dati Strava)
- Difficoltà: Escursionistica (E)
- Tempo medio a/r: da 3 a 5 h
- Punti salienti: Via dell’Ardesia, Santa Giulia, Crocetta, crinale panoramico sul Golfo

* Come visibile dalla foto qui sopra, sul cartello indicante la cima del Capenardo è indicata un’altitudine di 654 metri sul livello del mare. Sul web, però, viene spesso segnalata un’altezza di 693 metri slm. Io mi affido al fatto che l’altitudine reale sia quella indicata sul cartello e quindi reputo validi i 654 m.
Partenza da Lavagna: Basilica di Santo Stefano, via dell’Ardesia e inizio della salita
L’itinerario inizia nel cuore di Lavagna, ai piedi della Basilica di Santo Stefano, luogo simbolico e facilmente raggiungibile. Da qui si imbocca la Via dell’Ardesia, una via che racconta la storia del territorio e conduce progressivamente verso le prime alture.


Si prosegue lungo Via Monte, un tratto più ripido che dà il ritmo alla salita e apre gradualmente la vista sul litorale. In breve tempo l’atmosfera cambia: dai vicoli cittadini si passa a un ambiente più silenzioso e immerso nella natura.
Santa Giulia e Crocetta: tra borghi panoramici e incontri inattesi
Il trekking porta poi a Santa Giulia, piccolo balcone affacciato sul mare, dove la chiesa domina il paesaggio circostante. Dopo una breve pausa panoramica, si continua verso Crocetta, su un sentiero più tranquillo e raccolto.






È proprio tra Santa Giulia e Crocetta che la natura mi ha offerto un momento unico: l’incontro con un cucciolo di capriolo, apparso all’improvviso prima di scomparire tra i cespugli. Un ricordo che arricchisce l’esperienza escursionistica e testimonia quanto queste alture siano ancora selvagge nonostante la vicinanza alla costa. Avevo già incontrato un piccolo capriolo quest’estate lungo l’ascesa al passo Zebrù, durante una splendida mattinata valtellinese, e dunque è stato un gradito bis nell’arco di pochi mesi.
Verso la vetta: panorami sul Golfo
Superata Crocetta, il sentiero sale ripidamente, regalando qualche bellissimo scorcio panoramico sul mar Ligure e il Golfo del Tigullio, alternato alla vegetazione e alla boscaglia caratteristica di questa parte conclusiva.
Giunto alla località Rocchette (655 m), ho seguito le indicazioni per il Capenardo, ormai a soli dieci minuti di distanza, attraverso un sentierino semplice e dalle pendenze gradevoli. Arrivati a questo punto, non troverete più alcuna difficoltà.



Il punto segnalato come cima del Capenardo è racchiuso nella vegetazione e non regala alcun panorama degno di nota. Per ammirare invece le bellezze panoramiche della zona, 150/200 prima della vetta è presente un balcone naturale da cui potrete scattare meravigliose fotografie.
Essendo la fine di novembre, nonostante la giornata soleggiata, non ho incontrato quasi nessuno e, in certe occasioni, penso che silenzi e solitudine rappresentino un valore aggiunto grazie a cui rimanere pienamente concentrati sulla natura e su ciò che ci circonda.



Al di là delle pendenze impegnative in alcuni tratti della salita per chi sia poco allenato, segnalo solamente di fare attenzione in caso di terreno umido poiché le lastre diventano una saponetta e il rischio di caduta diviene molto alto.
La discesa e il ritorno a Lavagna
Il ritorno segue lo stesso sentiero dell’andata, offrendo nuove prospettive e una luce diversa sui borghi e sul mare. Rientrare a Lavagna passando di nuovo da Santa Giulia regala un’ultima occasione per osservare il Golfo dall’alto, prima di ritrovarsi tra le case e i carruggi del centro.



Perché scegliere questo trekking
- Panorami ampi sul Golfo del Tigullio
- Percorso accessibile e perfetto per l’allenamento
- Ambiente naturale ricco e vario, con possibilità di avvistare fauna
- Partenza dal centro cittadino, senza necessità di spostamenti aggiuntivi
- Ideale per contenuti fotografici e per raccontare il territorio






E voi avete mai percorso questi bellissimi sentieri alla scoperta del Capenardo e dintorni? Fatemelo sapere nei commenti. A presto con una nuova avventura e… ecco qui la mia traccia Strava del Capenardo!
Riccardo Tempo
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