OLANDA E POLONIA: UN VIAGGIO IN DUE LUOGHI SPECIALI

Altroché Olanda e Polonia! A questo turno, dopo gli incredibili viaggi in Uzbekistan e Medio Oriente, sarebbe dovuto toccare a Estonia, Lettonia e Lituania ma … le norme sul Covid-19 ci hanno fatto mutare itinerario in zona Cesarini.

Io e l’amico di tante avventure Marcello Vaglia avevamo infatti comprato i biglietti per Vilnius, capitale lituana, con partenza in data 11 agosto e ritorno a Malpensa in data 25 agosto. Il volo d’andata prevedeva lo scalo a Eindhoven, cittadina olandese, e fino a lì è filato tutto liscio come l’olio. Usciti dall’aereo, visto che disponevamo ancora di parecchio tempo, siamo andati in uno dei ristoranti dell’aeroporto per poi dirigerci al gate d’imbarco.

Lì è giunta però l’amara sorpresa poiché una delle addette ci ha comunicato la seguente notizia: “Mi spiace, ragazzi. Purtroppo il governo lituano ha deciso di vietare l’ingresso a tutti i cittadini stranieri dal 9 agosto e quindi il vostro volo è annullato“.

Premettendo che la compagnia aerea non ci avesse inviato alcuna email a tal riguardo né che la notizia fosse ancora trapelata su Internet, ci siamo subito chiesti che cosa potessimo fare a quel punto. Ci siamo allora immediatamente fiondati allo sportello informativo della nostra compagnia aerea, dove ci è stato confermato tutto. La signorina ci ha poi consigliato di sostituire il biglietto per Vilnius con uno per Riga, capitale lettone, visto che lì saremmo potuti atterrare. Peccato solo che da Eindhoven non partisse alcun volo per Riga e quindi … tutti ad Amsterdam e poi in giro in bici per i Paesi Bassi!

In questo articolo vi narrerò proprio le avventure vissute nella terra dei tulipani, mentre in un post seguente dedicherò l’attenzione alla seconda parte del tour avvenuta nella meravigliosa Polonia (alla fine abbiamo scelto di fermarci un paio di giorni in più e siamo dunque rientrati in Italia il 27 agosto).

Tenete allora allacciate le cinture e fate buon viaggio con noi, sognando di essere davanti ai canali di Amsterdam, alle case cubiche di Rotterdam, in una spettacolare birreria a L’Aia, tra i mulini a vento di Zaanse Schans, sulla spiaggia di Scheveningen e in bici su una delle mille piste ciclabili nella patria in cui il ciclista ha sempre la precedenza sulle auto!

TOUR NEI PAESI BASSI: INFO

Partiamo innanzitutto da qualche info di base:

  • Date del viaggio: 11 – 18 agosto 2020
  • Partecipanti: Riccardo Tempo, Marco Marcello Vaglia
  • Itinerario: Eindhoven – Amsterdam – L’Aia (Den Haag) – Rotterdam – Amsterdam – Eindhoven
  • Altre località da cui siamo transitati: Broek in Waterland, Bloemendal am See, Volendam, Zaanse Schans, Haarlem, Rijswijk, Scheveningen
  • Mezzi usati: bus, treno, piedi, bicicletta

OLANDA, GIORNO 1 (11/8): DISAGIO A EINDHOVEN E ARRIVO AD AMSTERDAM

Essendo sempre i nostri tour organizzati in totale autonomia, i momenti di disagio sono all’ordine del giorno e l’inizio di questo viaggio (come vi ho raccontato nell’introduzione) se la gioca tranquillamente con l’incredibile arrivo in Uzbekistan. Fortunatamente, però, abbiamo una mente piuttosto flessibile e siamo quindi riusciti a tirare fuori un piano B in un battibaleno.

Per me, al contrario di Marcello, era la prima volta in terra orange e di conseguenza ad Amsterdam. Tornando un attimo indietro, dall’aeroporto di Eindhoven abbiamo preso un bus diretto alla stazione dei treni e da lì un treno per la capitale. Nonostante i Paesi Bassi siano un paese molto avanzato sotto numerosi aspetti, ci ha sorpreso vedere come poche persone indossassero la mascherina, pur essendo obbligatoria anche in certi luoghi all’aperto. In ogni caso, noi l’abbiamo sempre indossata, evitando di sostare in location particolarmente affollate.

Giunti nella bellissima Amsterdam, abbiamo camminato circa mezz’ora dalla stazione fino al nostro hotel e durante il tragitto ho potuto subito notare proprio la bellezza di questa città. Quindi, dopo avere effettuato il check-in, siamo immediatamente usciti e ci siamo persi tra le vie del centro. Poi abbiamo cenato e infine, prima di rientrare in albergo, ci siamo recati nel famoso “Red Light“, il quartiere a luci rosse conosciuto in tutto il mondo.

Una volta a casa, non avremmo comunque mai immaginato che il dì successivo saremmo riusciti a percorrere a piedi la distanza di 29,2 km, ovvero il record assoluto tra tutti i nostri viaggi (e probabilmente anche di tutta la nostra vita).

OLANDA, GIORNO 2 (12/8): VONDELPARK E STEDELIJK MUSEUM

Inaugurato nel 1865, Vondelpark rappresenta uno dei cuori pulsanti di Amsterdam e solo passando da qui abbiamo potuto capire in pieno quanto gli olandesi amino lo sport e la vita all’aria aperta. Vondelpark è infatti il paradiso dei runner, dei camminatori, dei ciclisti e di tanti altri sportivi e sportive. Se doveste visitare la capitale olandese, vi consiglio dunque vivamente di dedicare un po’ del vostro tempo a questo bellissimo parco all’inglese di 48 ettari situato nel Museumkwartier a due passi dal centro.

Giunta l’ora di pranzo, abbiamo impiegato diversi minuti prima di decidere dove andare a pranzare e non per l’imbarazzo della scelta ma, al contrario, perché la cucina locale non è propriamente famosa per le sue prelibatezze. Alla fine abbiamo ripiegato su un locale vegano, dove le due zuppe ordinate non erano niente male. Ammetto di non essere particolarmente esperto nel ramo del cibo vegano ed è curioso che gli unici due pasti vegani della mia vita siano avvenuti proprio durante i nostri epic tour (il primo era stato a Gerusalemme).

Terminato il pranzo, ci siamo diretti presso la zona dei musei con l’intenzione di visitare il Rijksmuseum. Peccato solo però che non vi fosse più un posto libero fino all’indomani e allora abbiamo acquistato online un biglietto per il limitrofo Stedelijk Museum, il museo d’arte moderna e contemporanea. Qui, dopo avere trascorso un po’ di tempo nella parte dedicata alle stravaganti installazioni di alcuni artisti contemporanei, abbiamo potuto ammirare le opere di autori del calibro di Cézanne, Chagall, Fontana, Haring, Kandinskij, Lichtenstein, Malevich, Matisse, Mondrian, Picasso, Pollock e Warhol. Appena otto mesi dopo la scorpacciata di tele impressioniste e di inizio ‘900 fatta al Museo di Tel Aviv, abbiamo dunque concesso il bis e … ne è valsa proprio la pena!

OLANDA, GIORNO 3 (13/8): INIZIO DEL TOUR IN BICI TRA MULINI E VILLAGGI DI PESCATORI

Dopo gli oltre 29 km a piedi del giorno precedente, abbiamo deciso di trascorrere una mattinata di relax ma, a un certo punto, ci siamo detti: “Perché non affittare due bici e farci un bel giro verso nord?“.

Così abbiamo noleggiato due vecchie bici da città, non sapendo ancora che sarebbero state le nostre fedeli compagne per ben cinque giorni. Questa prima tappa ci ha visto percorrere circa 78 km. Partiti dalla capitale, abbiamo ben presto svoltato nelle campagne e sin dal primo istante ci siamo resi conto di essere nel paradiso dei ciclisti. La prima sosta è avvenuta nel borgo di Bloemendal am See, nei pressi di Broek in Waterland, dove abbiamo mangiato un paio di panini e bevuto un po’ d’acqua rinfrescante. Quindi abbiamo proseguito verso Monnickendam e da lì costeggiato il mare fino a Volendam, cittadina di pescatori dove siamo stati accolti da spettacolari bancarelle di pesce fritto. Peccato solo che fossimo già sazi, altrimenti ci saremmo certamente fermati lì.

Il clima era ideale ma, visti i km ancora da percorrere, siamo subito ripartiti senza nemmeno sostare per cinque minuti sulla spiaggia (ci saremmo comunque rifatti ben presto con gli interessi). Il nuovo obiettivo, prima di rientrare all’ovile, consisteva nel passaggio dalla località di Zaanse Schans, famosa per i suoi mulini a vento. Una volta esistevano infatti più di 1.000 mulini nella zona, mentre oggi questa cittadina – museo ne conta dodici perfettamente conservati.

Terminata la visita e usciti dal paese, un buonissimo e fortissimo profumo di cioccolato ha deliziato il nostro olfatto e vi posso assicurare che è stata una piacevole sorpresa. Una volta giunti ad Amsterdam, siamo saliti sul battello (gratuito) per raggiungere la sponda opposta della città e lì abbiamo cenato al volo prima di rientrare in hotel.

OLANDA, GIORNO 4 (14/8): NATIONAL PARK ZUID – KENNEMERLAND E ARRIVO A L’AIA

Il secondo giorno in bici ci ha visto pedalare per quasi 85 km ed è stato speciale principalmente per l’attraversamento del National Park Zuid – Kennemerland. Riannodando il filo cronologico, da Amsterdam abbiamo preso la strada per Haarlem, la città dei tulipani. Proseguendo verso ovest, siamo quindi entrati nel National Park Zuid – Kennemerland, un vero e proprio gioiello. Nonostante ci fosse una fastidiosa pioggerellina, abbiamo deciso di non fermarci e dopo poche centinaia di metri abbiamo potuto ammirare un branco di cervi su una collinetta alla nostra destra. Wow, e chi se li sarebbe mai aspettati!

Su quei sentieri sterrati avremmo sicuramente avuto bisogno di due gravel bike, perfette su terreni del genere, ma con un po’ di fatica in più e aiutati dalla buona sorte nell’avere evitato forature, ce la siamo cavata egregiamente. Usciti dal bellissimo parco e dopo aver mangiato un panino con hamburger, abbiamo attraversato Zandvoort, dove abbiamo costeggiato il celebre autodromo in cui sono stati disputati numerosi Grand Prix di F1.

Da lì in poi avremmo pedalato per diversi km affiancando lo splendido scenario del mare del Nord, passando da Nordwijk, Katwijk e Scheveningen prima di raggiungere L’Aia (Den Haag in olandese). Qui abbiamo prima effettuato il check-in presso il nostro alloggio nel sobborgo di Rijswijk e poi, sempre in sella alle bici, siamo andati alla birreria Kompaan. Chiudere la serata in una spettacolare location con un assaggio di sei eccellenti birre artigianali ha rappresentato la ciliegina sulla torta.

OLANDA, GIORNO 5 (15/8): IN SPIAGGIA A SCHEVENINGEN E ARRIVO A ROTTERDAM

A Ferragosto abbiamo optato per qualche ora di relax in più, vista la minore distanza da percorrere. Innanzitutto, in una giornata soleggiata, abbiamo visitato il centro di L’Aia e ne siamo rimasti piacevolmente colpiti. Dopodiché ci siamo diretti presso la sede della Corte penale internazionale e da lì abbiamo inforcato la strada per Scheveningen anzi, più precisamente per la spiaggia di Scheveningen.

Giunti a destinazione, abbiamo prima parcheggiato le bici in una rastrelliera e poi steso i nostri teli sulla sabbia. Dopo circa mezz’ora di relax, Marcello si è tuffato nelle acque del mare del Nord, mentre io sono andato a prendere da mangiare al locale Simoni’s. Senz’ombra di dubbio è stato il miglior cibo mangiato nei Paesi Bassi e non perché fossero pietanze luculliane, ma a causa dell’estrema modestia riscontrata negli altri pub (escluso BrewDog a Rotterdam) e ristoranti. Per me ho ordinato due panini, uno al salmone e uno alle aringhe, mentre per Marcello ho preso un cartoccio di merluzzo fritto (specialità della casa) con patatine fritte.

Non so sinceramente come Marcello sia riuscito a ripartire dopo avere buttato giù una quantità del genere di cibo fritto ma, in ogni caso, ce l’ha fatta senza troppi problemi e verso le 16 ci siamo rimessi sulla ciclabile per Rotterdam. Certamente la seconda città olandese non è nemmeno lontanamente paragonabile alla capitale né per bellezza né per eleganza, ma è comunque ben più pulita e ordinata rispetto a tante altre località portuali.

Anche qui sono presenti piste ciclabili ovunque e, pur essendoci un traffico di automobili ben superiore rispetto ad Amsterdam, il ciclista ha pure qui sempre la precedenza e può circolare piuttosto tranquillo. Per concludere, abbiamo fatto una cena abbastanza leggera presso la birreria De Pelgrim (ottima birra, bella location, cibo da rivedere) prima di rientrare in hotel.

OLANDA, GIORNO 6 (16/8): IN GIRO PER ROTTERDAM

Come già scritto in precedenza, Rotterdam non è nemmeno lontanamente paragonabile ad Amsterdam ma, nonostante ciò, ha a sua volta qualcosa da raccontare. Noi l’abbiamo girata in bici e fra le tappe principali segnalo il Markthal, le case cubiche e lo spazio open-air del Maritime Museum.

Il Markthal è un grande edificio al cui interno, oltre a 228 appartamenti, è stato realizzato un mercato coperto. Qui, dopo avere passeggiato tra le varie bancarelle (quasi tutte legate al cibo), ci siamo fermati a pranzare. Il mio panino a base di pesce non era particolarmente gustoso però, a quel punto, mi era fatto una ragione del fatto che il cibo olandese non fosse proprio tra i più rinomati a livello mondiale.

Usciti dal Markthal, ci siamo subito diretti alle case cubiche progettate dall’architetto Piet Blom e costruite tra il 1982 e il 1984. Caratterizzate dalla forma cubica e da un acceso colore giallo, si trovano nel quartiere di Blaak in prossimità del vecchio porto. In tutto sono trentanove e dal 2009 alcuni appartamenti sono adibiti anche a ostello. Inoltre questo complesso, denominato “Blaakse Bos“, ospita il museo Kijk – Kubus, in cui però non siamo entrati.

Le case cubiche sono qualcosa di particolare nonché di unico (oltre a Rotterdam, ne esistono altri esemplari solo a Helmond e Toronto), pensando soprattutto che alcune persone vi vivano dentro. Personalmente non mi hanno entusiasmato molto, però reputo che sia sempre interessante andare alla scoperta di realtà lontane dai nostri canoni abituali e i Paesi Bassi, come livello di innovazione e sperimentazione, risultano sicuramente all’avanguardia.

A questo punto, dopo una pausa caffè ristoratrice, abbiamo inforcato nuovamente le bici per raggiungere il Maritime Museum e qui abbiamo visitato lo spazio all’aperto dove, attraverso una passerella, si può salire su alcune vecchie navi. La giornata stava ormai volgendo al termine e allora siamo andati in una delle migliori birrerie della città, dove due eccellenti birre artigianali e due ottimi panini con hamburger e patatine fritte ci hanno allietato la serata. Se doveste passare da lì, ecco il nome del locale: BrewDog in Halvemaanpassage, 1.

OLANDA, GIORNO 7 (17/8): RITORNO AD AMSTERDAM

85 km hanno segnato l’ultima nostra tappa in bici da Rotterdam ad Amsterdam. Al contrario delle altre giornate, qui ci siamo fermati esclusivamente per ricaricare le borracce e per pranzare, visto che dovevamo riportare le bici al negozio entro l’orario di chiusura. In certi punti abbiamo dunque spinto parecchio e, nonostante una fastidiosa pioggia a circa 40 km dall’arrivo, abbiamo proseguito come se nulla fosse.

Ormai non ci saremmo più aspettati alcuna sorpresa ma, nei pressi della capitale, ci siamo imbattuti in un parco gigantesco e ci siamo domandati dove ci trovassimo esattamente. Informandoci un po’ meglio, avremmo poi scoperto di avere attraversato Amsterdamse Bos, un’area verde di 2.471 ettari, cioè tre volte più estesa del Central Park di New York. Qui la fitta boscaglia ci ha coperti dalla pioggia e, una volta usciti, l’acquazzone era terminato.

A quel punto, dopo un po’ di asfalto, siamo rientrati a Vondel Park dopo diversi giorni per poi catapultarci immediatamente al negozio di bici. Wow, che giro pazzesco! E’ stata un’esperienza davvero incredibile e indimenticabile! Un bike tour nel regno dei ciclisti non ha infatti prezzo e … vi consiglio vivamente di farci un pensierino per il vostro prossimo viaggio.

OLANDA, GIORNO 8 (18/8): RIENTRO A EINDHOVEN E PARTENZA PER LA POLONIA

Subito dopo colazione, abbiamo preso il treno per Eindhoven e qui raggiunto l’aeroporto dopo qualche fermata di autobus. Vista l’esperienza dell’andata, ci siamo detti di non volare con la fantasia in Polonia fino a quando l’aereo non fosse effettivamente decollato. Fortunatamente, però, questa volta è andata bene e dopo poche ore avremmo incominciato una nuova avventura.

Concludendo, i Paesi Bassi sono una nazione a misura d’uomo, dove è possibile vivere con serenità la propria quotidianità (perlomeno da ciò che abbiamo potuto vedere). In particolare, Amsterdam dovrebbe fungere da esempio per qualsiasi altra realtà e a tal proposito mi auguro che le nostre città possano emularla al più presto sotto qualche aspetto, su tutti la presenza di una rete di piste ciclabili sicure, più spazi verdi curati e un maggior numero di praticanti di attività sportive all’aria aperta. Abbiamo inoltre trovato città molto pulite e, da ciò che mi è stato detto da qualche conoscente, l’unica pecca è stata la mancata visita a Utrecht.

E ora, buona lettura della prosecuzione del nostro viaggio nella meravigliosa Polonia! Se voleste invece volare con la fantasia in qualche meta più esotica, vi esorto a leggere i resoconti sulle splendide avventure in Uzbekistan e in Medio Oriente.

A presto e grazie a tutti per avermi dedicato un po’ del vostro tempo.

Riccardo Tempo

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