
Quest’anno abbiamo voluto regalarci un Capodanno un po’ diverso dal solito e, come meta di viaggio, abbiamo scelto il Belgio. Assieme a Marco e Valeria, genitori di Anna (mia moglie), siamo partiti dall’aeroporto di Linate il 27 dicembre, rientrando a casa la tarda sera del 4 gennaio.
Com’è andata? Sicuramente il Belgio ci ha sorpreso positivamente! Se su Bruges (o Brugge) avevamo sempre e soltanto sentito ottimi pareri, sulla capitale Bruxelles avevamo invece ascoltato opinioni discordanti, mentre nessun nostro conoscente aveva mai visitato Gand (o Gent).
L’atmosfera natalizia ci ha aiutato a vivere Bruxelles al meglio. Vedere la Grand Place, centro cittadino, durante uno spettacolo di luci immersa in questo clima di festa è qualcosa di magico e le mille cioccolaterie che disseminano l’intera zona rendono tutto ancora più speciale.

Che cosa dire invece di Bruges? Questa perla, costruita sui canali, è stata il fulcro della nostra vacanza e qui abbiamo trascorso la notte di Capodanno. Ovunque guardiate, troverete palazzi bellissimi, che siate in centro o meno. In più, lo spettacolo di luci e acqua a cui abbiamo assistito una sera, in cui comparivano due cigni innamorati, è valso da solo il prezzo del biglietto.
A Gand abbiamo purtroppo trovato un pessimo meteo, a causa di cui il nostro giudizio è sicuramente condizionato. Al netto di pioggia, grandine e forte vento, il centro città è certamente interessante seppur non paragonabile a quello di Bruges.
Il cibo? I belgi la sanno lunga sui dolci, in particolare su quelli a base di cioccolato e sui waffle. Il top lo raggiungono probabilmente sulle praline, famose a livello internazionale. Dolciumi a parte, non siamo rimasti particolarmente entusiasti, pur avendo mangiato discretamente in qualche occasione.



In più c’è anche qui una importante cultura legata alla birra, esattamente come nei vicini Paesi Bassi, e il mitico “meter” da Delirium a Bruxelles non ce lo siamo fatti sfuggire! Entriamo adesso nei dettagli e… buon viaggio a tutti!
Viaggio in Belgio: itinerario
- Giorno 1 (27/12): partenza da Milano – Linate e arrivo all’aeroporto di Bruxelles – Zaventem (BRU). Da qui transfer in taxi fino all’hotel e giro in centro
- Giorno 2 (28/12): passeggiata nella zona dell’Atomium e dei Musei dell’Estremo Oriente. Poi parlamento europeo, Leopold Park e Parc du Cinquantenaire (o Jubelpark)
- Giorno 3 (29/12): Centro belga del fumetto, museo Magritte, cattedrale (concattedrale dei santi Michele e Gudula), birra da Delirium
- Giorno 4 (30/12): arrivo a Bruges in treno. Giro in barca tra i canali (30′), check-in presso l’hotel, giro in centro
- Giorno 5 (31/12): passeggiata fino alla zona dei mulini (Kruispoort), pranzo ai mercatini di Grote Markt, chiesa di Nostra Signora con scultura “Madonna di Bruges” di Michelangelo, basilica del Santo Sangue, cripta di san Basilio, cenone da “Pieter Pourbus”, mezzanotte a piazza ‘t Zand

- Giorno 6 (1/1): passeggiata in zona Site Oud Sint-Jan, Beghinaggio, Minnewater
- Giorno 7 (2/1): arrivo a Gand in treno. Giro per i canali sul battello coperto (40′), check-in presso l’hotel
- Giorno 8 (3/1): visita al castello dei Conti di Fiandra (Gravensteen), chiesa di san Nicola, cattedrale di san Bavone, Graffiti Street, piazza del Mercato (Vrijdagmarkt)
- Giorno 9 (4/1): arrivo a Bruxelles in treno. Giro in centro, aeroporto, rientro a Milano
Arrivo a Bruxelles e spettacolo di luci in Grand Place (giorno 1)
Partiti dall’aeroporto milanese di Linate, abbiamo raggiunto Bruxelles-Zaventem dopo circa un’ora e mezzo di volo. Da qui abbiamo preso un taxi e, passando dalla zona del Parlamento Europeo, siamo arrivati al nostro hotel in meno di mezz’ora.
Rue de Malines 41, sede del B&B All in One, è a circa dieci minuti a piedi dalla Grand Place e quindi la nostra posizione era ottimale. Terminate le operazioni di check-in, non essendo ancora buio, abbiamo fatto due passi proprio in direzione centrale e siamo rimasti letteralmente colpiti dalla meravigliosa piazza medievale.



Dopo averla girata sui vari lati, siamo entrati in una delle tante cioccolaterie presenti in zona e abbiamo degustato una buonissima cioccolata con panna montata. Abbiamo quindi assistito a un incredibile spettacolo di luci durato qualche minuto, prima di intraprendere una nuova piacevole camminata.
Una visita alle bellissime Gallerie Reali Saint-Hubert e alla piccola statua in bronzo del “Manneken-Pis” (il bambino che fa la pipì) decorata in stile natalizio, hanno preceduto la nostra cena, dove abbiamo assaggiato le Boulets à la liégeoise (polpette alla Liegi) accompagnate dalle patatine fritte, le moules et frites (cozze con patatine fritte) e un dessert con cioccolato.
Atomium, Musei dell’Estremo Oriente, Parlamento Europeo e parchi (giorno 2)
La seconda giornata belga è partita con una visita alla zona dell’Atomium, tra i simboli più noti di Bruxelles. Questa costruzione, rappresentante i nove atomi di una cella unitaria di un cristallo di ferro, fu costruita per l’Expo 1958 e si trova presso la fermata del parco Heysel.
All’interno dell’Atomium sono presenti esposizioni permanenti e temporali, nonché un ristorante nella sfera superiore. Il prezzo di un biglietto è di 16 euro per gli adulti, 14 euro per gli over 65, 8,50 euro per studenti e disabili, oltre a eventuali sconti in caso di Brussels Card.

Né le recensioni sul web né amici che hanno visitato la struttura ci avevano particolarmente convinto a entrare e siamo perciò rimasti all’esterno. In realtà abbiamo avuto per un attimo un dubbio ma, essendo impossibile effettuare la prenotazione online in quel frangente, abbiamo desistito definitivamente. Se infatti ci fossimo messi in coda, avremmo potuto attendere fino a un paio di ore.
Dopo una breve passeggiata abbiamo raggiunto la zona della Tenuta Reale di Laeken (Domaine de Laeken o Laeken Park), dove abbiamo ammirato il Museo dell’Estremo Oriente, composto dagli splendidi padiglione cinese, torre giapponese e museo dell’arte giapponese. Realizzato a inizio ‘900 su progetto dell’architetto francese Alexandre Marcel, è chiuso al pubblico dal 2013.



Siamo dunque entrati nel giardino con il padiglione cinese e il museo d’arte giapponese, senza però potere effettuare l’ingresso al loro interno. La torre si trova invece dall’altra parte della strada e, attualmente, può essere vista soltanto da qui. In ogni caso resta un complesso meraviglioso e unico nel suo genere.
Dopodiché abbiamo proseguito a piedi fino al monumento di re Leopoldo I, ubicato nei giardini del Parc Royal, proprio di fronte al Castello Reale di Laeken e alle Serre Reali. Il primo è chiuso al pubblico, mentre le seconde possono essere visitate – per la delusione di Anna – solo ad aprile.
Terminata questa prima parte di giornata, ci siamo diretti nuovamente alla stazione della metropolitana di Heysel, da cui siamo andati verso il quartiere del Parlamento Europeo. Qui abbiamo prima pranzato e poi dato un occhio agli edifici dall’esterno, uno dei quali porta il nome di Altiero Spinelli, autore del Manifesto di Ventotene assieme a Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni.

Da lì, sempre camminando, abbiamo attraversato prima il piccolo Leopold Park e poi il ben più esteso Parc du Cinquantenaire (o Jubelpark), sulla cui parte più alta sono presenti il Museo Reale delle Forze Armate e di Storia Militare, il Museo d’Arte e di Storia e Autoworld, quest’ultimo dedicato alle auto d’epoca.
Centro del fumetto, museo Magritte e birra da Delirium (giorno 3)
Una fitta pioggia ci ha accolti sin dal risveglio, ma non abbiamo desistito e siamo andati al Centro belga del fumetto, situato in un edificio Art Noveau in Rue des Sables/Zabelstraat 20. Aperto nel 1989, il Centre belge de la bande dessinée (CB-BD) ci ha davvero sorpreso.
Da Tintin ai Puffi, passando per mille altri personaggi creati dai fumettisti belgi, abbiamo fatto un viaggio appassionante nel mondo dei comics, trascorrendo un paio di ore liete e un po’ diverse dal solito.



Dopo aver pranzato in una boulangerie, abbiamo camminato fino al museo Magritte, il cui edificio in Place Royale è sovrastato da un’enorme mela in onore di una delle opere più famose del pittore vallone.
Dedicato a René Magritte, maestro del surrealismo, questo museo è stato inaugurato nel 2009 e contiene più di 200 opere. Oltre a quadri e sculture, sono presenti anche lettere scritte dall’autore, copertine di riviste settoriali e non solo. All’interno della collezione mancano però alcune delle sue più importanti tele, poiché dislocate in altri musei o in collezioni private.
Il costo del biglietto è di 10 euro per gli adulti, 8 euro per gli over 65, 3 euro per gli studenti nella fascia 18/25 anni e gratuito per i minorenni. In più vanno aggiunti 4 euro per l’audioguida, disponibile anche in italiano.



Un consiglio… visitate il museo nettamente prima rispetto all’orario di chiusura, soprattutto se doveste prendere l’audioguida. L’audio, per ogni opera trattata, dura davvero tanto (forse troppo in certi casi), facendovi così correre il rischio di non riuscire a completare l’intero tour.
Usciti dalla struttura, ci siamo diretti prima verso la Concattedrale di san Michele e santa Gudula, chiesa cattolica principale di Bruxelles, e poi al leggendario Delirium Café. Qui sono disponibili più di 2.500 tipi di birre provenienti da tutto il mondo e, appena fuori dal locale, è situata la statua della Jeanneke-Pis (la bambina che fa la pipì).
Noi abbiamo provato il “meter”, cioè dieci bicchierini da 0,2 l posti su un’asse di legno lunga un metro. Tra le dieci birre che abbiamo degustato, c’era anche la mitica Delirium Tremens.

A cena abbiamo provato alcuni dei piatti tipici belgi in un ristorante in centro, tra cui moules et frites, stufato di coniglio e waffle con cioccolata calda, gelato alla vaniglia e panna montata.
Arrivo a Bruges e giro in barca tra i canali (giorno 4)
Il 30 dicembre mattina abbiamo lasciato il nostro hotel a Bruxelles e ci siamo recati in stazione per prendere il treno per Bruges. Il viaggio non è stato lungo, e dal finestrino abbiamo potuto osservare il paesaggio, costituito da prati, spesso solcati da canali, rigagnoli e laghetti, cavalli e le tipiche casette dai tetti spioventi.
Arrivati a Bruges, un autobus gratuito ci ha portati dalla stazione al centro. Subito siamo rimasti affascinati dai canali e dalle case dai frontoni triangolari a gradoni, spesso in mattone. Abbiamo raggiunto l’Hotel Patritius, molto elegante e situato in un’ottima posizione, centrale ma tranquilla.
Dopo esserci sistemati, poiché il meteo era favorevole, abbiamo deciso di fare subito il giro in battello sui canali, e avere così una prima panoramica della città. Il boat trip ci è piaciuto molto, in circa 30 minuti abbiamo potuto ammirare gli edifici lungo i canali, i ponti e le piazze, e anche un laghetto con i cigni, che saremmo tornati a visitare il giorno successivo.



Terminato il giro, abbiamo preso una cioccolata calda take away in un Waffle bar e proseguito esplorando a piedi la città: abbiamo raggiunto il centro storico, con la piazza del mercato dominata dal Beffroi, la torre civica medioevale, dai palazzi delle corporazioni e dal tribunale.
La torre è alta 83 metri e contiene al suo interno un carillon composto da 47 campane che, in determinati orari, diffondono per le vie circostanti un concerto di suoni. Il centro della piazza nel periodo natalizio è occupato dai mercatini, con bancarelle di oggettistica, panini, ma soprattutto cioccolata e birra. Qui abbiamo assaggiato i moretti, dei dolcetti di panna ricoperti di cioccolato di diversi gusti.



Siamo quindi tornati in albergo a riposarci, prima di uscire per la cena. Bruges, che già ci era apparsa molto caratteristica durante il giorno, dà il suo meglio la sera, grazie alle illuminazioni e alle decorazioni natalizie che la rendono magica. Abbiamo cenato da Odette, un ristorante specializzato in polpette di vario tipo, situato in una piazzetta molto caratteristica.
Poi, riscaldati dal cibo e dalla birra, abbiamo percorso di nuovo le strade del centro storico. La torre e i palazzi illuminati ci hanno colpito molto, ma ancora di più la piazza del Burg, illuminata al centro da un magnifico albero di Natale.



Tornando verso l’albergo, ci siamo fermati ad ammirare i giochi di luci creati sull’acqua dei canali: delle vere e proprie installazioni sparse per la città, in cui musica e luci proiettate regalano spettacoli affascinanti.
Mulini a vento, Michelangelo e Capodanno (giorno 5)
L’ultimo giorno dell’anno è iniziato con un’ottima colazione in hotel e una passeggiata fino alla zona dei mulini a vento. Ci siamo diretti verso la Kruispoort, una delle quattro porte medioevali della città, e da lì, camminando lungo il canale che circonda la città, abbiamo raggiunto i mulini, posizionati su delle piccole colline.


Abbiamo quindi percorso il quartiere Sint-Anna e siamo tornati verso il centro, dove ci siamo fermati per un panino con würstel e cipolle e una birra. Le vie che circondano la piazza centrale sono piene di negozi e cioccolaterie e noi ne abbiamo approfittato per acquistare delle confezioni di cioccolatini da regalare, ma anche da assaggiare per noi!
La cioccolateria Van Oost ci ha colpito per l’assortimento di praline e per le bellissime scatole di latta decorate, inoltre le scorze d’arancia ricoperte di cioccolato erano davvero buonissime!

Nel pomeriggio ci siamo recati alla Chiesa di Nostra Signora, dove è conservata la Madonna di Bruges scolpita da Michelangelo Buonarroti. La statua si trova nella navata laterale destra della Chiesa, dove si può accedere a pagamento (8 euro), ma purtroppo è conservata in una nicchia dietro a un vetro ed è possibile ammirarla solo a distanza.
Infine abbiamo visitato la Basilica del Santo Sangue, nella piazza del Burg, chiamata così in quanto qui è conservata una reliquia che si dice contenga il sangue di Gesù.



A questo punto era giunto il momento di tornare in albergo a cambiarci per prepararci alla cena di Capodanno. Nel tragitto verso il ristorante, abbiamo potuto ammirare un altro romantico gioco di luci proiettato sul canale, davanti alla piazza dedicata al pittore Jan Van Eyck: un cigno azzurro sembra apparire dal nulla scivolando sull’acqua, poi appare un secondo cigno e i due avvicinano i colli come in un bacio.
Per la cena di San Silvestro abbiamo scelto il ristorante Pieter Pourbus, il cui menù era composto da antipasti, foie gras e aragosta, accompagnati da un ottimo vino bianco e, per finire, babà al rum e cioccolato belga.



Per il brindisi di mezzanotte, il personale del ristorante ci ha suggerito di recarci in piazza ‘t Zand, dove festeggiano tutti i cittadini di Bruges. Siamo quindi passati in albergo a prendere spumante e calici, e siamo arrivati in piazza giusto in tempo per brindare al 2024, tra musica e fuochi d’artificio!
Beghinaggio, Minnewater e costine (giorno 6)
Il giorno dopo, il primo gennaio, c’era il sole e ne abbiamo approfittato per fare una lunga passeggiata. Siamo partiti dal sito Ospedale San Giovanni, nel cuore della città, un antico ospedale che oggi è utilizzato per ospitare congressi e mostre.
Da lì abbiamo proseguito fino al laghetto circondato dai salici e popolato da una colonia di cigni. Secondo una leggenda, ai tempi di Massimiliano I D’Asburgo, durante una rivolta fu giustiziato a Bruges un ufficiale il cui nome significa “collo lungo” e in sua memoria l’Imperatore ordinò agli abitanti di far vivere per sempre i cigni nei canali della città.



A pochi minuti a piedi si raggiunge il Beghinaggio (Begijnhof), fondato nel 1245, dove vivevano le beghine, donne sole che conducevano una vita pia, senza però far parte della Chiesa. Si tratta di un complesso di casette bianche, costruite intorno a una chiesa e un giardino, un luogo dove passeggiare immersi nella quiete e nel silenzio.

Usciti dal Beghinaggio, abbiamo proseguito il percorso intorno al Minnewater, il lago dell’amore, che prende il nome dai Minnen, spiriti dell’acqua da cui, secondo una credenza popolare, era abitato. Grazie alla giornata di sole, abbiamo potuto ammirare gli alberi e gli edifici che circondano il lago riflettersi sull’acqua come in uno specchio.
Dopo un pomeriggio di riposo, per l’ultima cena a Bruges abbiamo scelto il ristorante Mozart More Than Just Ribs, dove abbiamo gustato costine, ma anche gamberi e spiedini di pollo, accompagnati da patate al cartoccio e birra.

Il locale è grande e arredato in modo molto particolare, con le pareti coperte da librerie e un’area in cui le sedie sono vecchi sedili di carrozze ferroviarie e i tavoli sono separati dai portabagagli con vecchie valigie. Sicuramente è stato un bel modo di concludere questi giorni a Bruges, una città che ci rimarrà nel cuore.
Arrivo a Gand e giro per i canali sul battello coperto (giorno 7)
Partiti da Bruges in tarda mattinata, abbiamo raggiunto la vicina Gand in treno dopo un breve viaggio e subito siamo stati accolti dalla pioggia. Pioggia che avrebbe condizionato pesantemente le due giornate successive, non facendoci così godere in pieno l’esperienza vissuta nella città delle Fiandre Orientali.
Essendo il check-in attivo dalle 15, abbiamo lasciato i bagagli presso uno stanzino messo a disposizione dall’hotel e nel frattempo siamo andati a piedi in centro. Qui abbiamo prima pranzato alla House of Waffles, dove abbiamo degustato i migliori waffle dell’intera vacanza, e poi siamo saliti su un battello coperto per un giro tra i canali della durata di 40′.

La simpatica guida locale, parlando prima in inglese e poi in olandese e francese, ci ha raccontato un po’ di aneddoti sui vari edifici e più in generale sulla città ma, sicuramente, non è stata un’esperienza paragonabile a quella di Bruges.
Tornati in hotel, abbiamo trascorso qualche ora di relax, prima di concludere la serata in una birreria.
Castello, chiese e grandine (giorno 8)
Il castello dei conti di Fiandra, Gravensteen in lingua locale, è uno dei punti chiave di Gand. Costruito intorno al 1180 e totalmente restaurato tra il XIX e XX secolo, domina la città con la sua mole al contempo imponente ed elegante.

All’interno abbiamo visitato diverse sale, tra cui le dimore dei conti, la stanza delle udienze e le prigioni. In più abbiamo visto alcuni cimeli legati alla vita militare. Il costo del biglietto per gli adulti è di 13 euro e attualmente non è disponibile l’audioguida in italiano.
Arrivati lì poco dopo l’apertura delle 10, abbiamo trovato poca coda ma, se fossimo giunti verso le 11.30, avremmo dovuto attendere parecchio. Addirittura, passeggiando nei dintorni dopo avere pranzato, abbiamo scorto una coda ancora più lunga. Esattamente come al Centro del fumetto di Bruges, siamo arrivati nell’orario migliore.



Prima di pranzo abbiamo ancora camminato per il centro, visitando prima la chiesa di san Nicola e poi la cattedrale di san Bavone. La prima è la chiesa più antica di Gand, mentre la seconda contiene opere di rilievo, quali il Polittico dell’Agnello Mistico dei fratelli Hubert e Jan van Eyck e San Bavone di Pieter Paul Rubens.
Nel primo pomeriggio ci siamo diretti a Werregarenstraat, nota anche come “Graffiti Street“, non rimanendone però particolarmente colpiti. Poi ci siamo spostati nella storica e bella piazza di Vrijdagmarkt, dove siamo stati sorpresi da una breve grandinata.



Vrijdagmarkt in cui saremmo ritornati in serata per una birretta con qualche stuzzichino al caratteristico Pub De Dulle Griet, celebre non soltanto per le buone birre ma pure per una particolare sfida. Desiderate bere 1 litro di birra (senza alcun aiuto ovviamente)? Benissimo, allora dovete consegnare una delle vostre scarpe al barman, il quale ve la restituirà a boccale vuoto.
In una Gand spettrale, ci siamo infine fermati a mangiare un waffle prima di rientrare in hotel, chi nella versione Bruxelles (più grande, di forma rettangolare) e chi in quella di Liegi (più piccola, a nido d’ape).
Rientro a Bruxelles e partenza (giorno 9)
Salutata Gand dopo una deliziosa colazione e un ultimo giretto in centro, siamo rientrati in treno a Bruxelles, lasciando i bagagli in stazione presso l’area adibita. Da lì abbiamo raggiunto la zona della Grand Place a piedi in circa 30′, girovagando poi tra le viuzze centrali.
Qui, dopo avere pranzato, abbiamo fatto tappa in una cioccolateria, dove abbiamo acquistato un po’ di praline per gli amici. Quindi, sempre a piedi, siamo ritornati alla stazione e dopo avere ritirato i bagagli, ci siamo diretti all’aeroporto in treno.



Qui c’è stato l’ultimo colpo di scena poiché, ingannati dal nome della penultima fermata (Zaventem), abbiamo pensato di essere giunti all’aeroporto (Bruxelles – Zaventem), nonostante fossimo in un’area dispersa del nulla. Usciti dal treno, siamo stati salvati in extremis da un signore, grazie a cui siamo immediatamente risaliti.
Personalmente ero felice di non avere sbagliato, forse Anna un po’ meno, visto che durante il viaggio mi ha ripetuto spesso: “Vero che torneremo tante altre volte a Bruges, soprattutto nel periodo natalizio?” 😀
Viaggio in Belgio – Conclusioni
La magia di Bruges, le mille cioccolaterie, la meravigliosa Grand Place di Bruxelles e le Gallerie Reali Saint-Hubert, il castello di Gand, i Musei dell’Estremo Oriente, il Centro del fumetto e Tintin, birra, waffle e soprattutto una splendida compagnia… questo mi porterò dietro per sempre di questa vacanza in Belgio.

Per la gioia di Anna, prometto che torneremo a Bruges e poi, da ciò che abbiamo sentito dire, faremo tappa certamente anche a Lovanio (Leuven). Alla prossima e buon viaggio a tutti!
A chi fosse interessata/o, consigliamo di leggere anche l’articolo sul nostro viaggio a Parigi durante il periodo di Pasqua.