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Punta Leysser: un trekking tra arte, natura e ricordi

Il 5 luglio 2025 ho vissuto una giornata che porterò a lungo nel cuore. Con il mio amico Luca abbiamo raggiunto la Punta Leysser, una vetta panoramica e poco affollata, in una Valle d’Aosta che quella mattina ci ha accolto con luce piena, verde brillante e un’energia difficile da spiegare a parole.

Questa non è solo una camminata, è un viaggio che unisce fatica, bellezza, arte e memoria. Il punto di partenza, presso l’Hotel Notre Maison a Vétan, è già suggestivo. Ma è salendo che tutto prende vita.

  • Data: sabato 5 luglio 2025
  • Partenza: parcheggio Hotel Ristorante Notre Maison – Vétan, Valle d’Aosta
  • Arrivo: Punta Leysser (detta anche Punta Bimbi) – 2771 m
  • Compagno di avventura: il mio caro amico Luca Scarioni

Un sentiero che scolpisce emozioni nel legno e nell’anima

Uno degli aspetti più unici di questo percorso è la presenza delle sculture in legno fino al Rifugio Mont Fallère. Opere nate dalla mano di Siro Viérin, artista valdostano capace di dare voce al legno con creature fantastiche, animali alpini, visi misteriosi.

Camminare tra queste sculture è come muoversi in un sogno alpino: ogni figura sembra raccontarti qualcosa, in silenzio. Ti fermi, osservi, sorridi. L’arte si fonde con la natura in un dialogo silenzioso che ti accompagna lungo tutta la salita.

In particolare, mi ha colpito la scultura di un bambino assieme al suo cane, seduti sul ponticello di legno che sovrasta il torrente lungo la strada poderale a pochi minuti dal rifugio. Una loro fotografia è molto ambita e, difatti, siamo riusciti a scattarla soltanto al ritorno.

Una montagna che chiede rispetto, ma regala immensità

Il sentiero verso la Punta Leysser non è banale. Non è tecnico, ma è fisicamente impegnativo in almeno due tratti: il muro iniziale, non molto dopo la partenza, e il tratto finale dal Colle Paletta alla cima, dove qualche corda fissa aiuta nei passaggi più esposti. Tutto comunque alla portata di chi abbia un po’ di esperienza e gamba.

La vetta, a 2771 m, ripaga ogni sforzo con una vista ampia, libera, pulita. Uno sguardo che abbraccia tutta la Valle d’Aosta e ti fa sentire piccolo, ma anche parte di qualcosa di enorme. La vista su Monte Bianco, Grandes Jorasses, Dente del Gigante, Punta Walker e tante altre incantevoli cime, è davvero qualcosa di unico.

Quale sentiero seguire? Presso l’hotel ristorante Notre Maison è presente un cartello in cui sono indicate le varie mete raggiungibili attraverso il sentiero nr. 13, compresa Punta Leysser. Al primo breve tratto, su buone pendenze, segue una full immersion naturalistica un po’ più tranquilla, fino all’imbocco del “muro verticale” nel vallone di Loe (il nome di questo segmento su Strava è “To Refuge Fallère – Bosco ripido”, della lunghezza di 1,17 km a una pendenza media del 24,9% e dislivello di 293 metri).

Terminato questo tratto, dopo avere immortalato le varie sculture con la vostra fotocamera, approccerete un settore più rilassante e poi… dovrete decidere se optare per il trail nr. 13A oppure se proseguire fino al Rifugio Mont Fallère e seguire le indicazioni nr. 13C.

Noi abbiamo scelto la prima opzione, girando a sinistra sui pratoni adiacenti al rifugio, non sapendo che le segnalazioni (composte da omini e bollini gialli) fossero veramente scarse e presto abbiamo perso la traccia. Per logica, siamo comunque andati dritti e, dopo avere superato una collinetta, abbiamo ritrovato il sentiero principale. Al ritorno, siamo invece rimasti sul 13C, raggiungendo facilmente il rifugio.

La strada fino al colle Paletta può essere considerata di difficoltà E, mentre il breve tratto tra quest’ultimo e Punta Leysser è più probabilmente di livello EE. Noi ci siamo fermati qui ma, volendo, avremmo potuto ancora proseguire lungo la linea di cresta, da cui si ammira il lago Leysser dall’alto.

Emozioni personali

C’è stato un momento, durante la salita, in cui ho sentito il bisogno di rallentare. Non per la fatica, ma per lasciarmi attraversare da quello che stavo vivendo. I colori dell’estate, il silenzio, il legno scolpito, la compagnia di un amico: tutto mi riportava alla mente la splendida escursione del 1° ottobre 2023, fatta con mia moglie Anna.

Allora il paesaggio era rosso, dorato, immerso nel foliage. Oggi, invece, tutto era verde, vivo, pieno di luce. Due stagioni diverse, due stati d’animo diversi. Stesse emozioni, però gratitudine, meraviglia, connessione.

Consigli per l’escursione alla Punta Leysser

  • Punto di partenza: parcheggio Hotel Notre Maison, Vétan
  • Tempo totale: circa 5h30′ tra andata e ritorno (pause escluse)
  • Dislivello: circa 1000 m
  • Difficoltà: E (escursionistica), breve tratto attrezzato finale
  • Periodo ideale: giugno – ottobre
  • Fonti d’acqua: Rifugio Mont Fallère (eventuale sosta)
  • Segnaletica: ben indicato il 13C (se al bivio doveste prendere il 13A, potreste perdere la traccia)

Flora e fauna del percorso

Questa zona della Valle d’Aosta è particolarmente ricca dal punto di vista naturalistico:

Flora

  • Nei tratti più bassi si attraversano pascoli alpini e zone di lariceti.
  • In estate è facile imbattersi in gigli martagoni, genziane, arnica, campanule e rododendri in fiore.
  • Nelle zone più alte, verso il colle e la vetta, dominano muschio, erbe pioniere e piccole piante resistenti al vento e alla quota.

Fauna

  • Se si cammina in silenzio è possibile avvistare camosci e marmotte, soprattutto nella zona tra il Rifugio e il Colle Paletta.
  • Più in basso, ghiri, volpi, e rapaci come poiane o aquile reali sorvolano la zona.
  • Occhio anche a picchi muratori, fringuelli alpini e corvi imperiali, spesso visibili lungo le creste.

Una montagna da vivere con tutti i sensi

La Punta Leysser non è solo una meta da raggiungere, ma un’esperienza da vivere con lentezza e cuore aperto. È un’escursione che unisce la bellezza naturale, la ricerca interiore, la memoria personale e persino l’arte, grazie alle straordinarie sculture di Siro Viérin.

Che sia estate o autunno, da soli o in compagnia, il sentiero verso Leysser è uno di quelli che ti accompagna anche dopo essere tornato a casa. La magia della Valle d’Aosta non si smentisce mai.

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