
Sole, mare, natura incontaminata e tanto relax… visitare Madeira è stato un sogno che si è avverato e pedalare sulle strade di questa splendida isola in sella alla mia bici da corsa è stato qualcosa di unico.
Cinque anni dopo il leggendario viaggio in Uzbekistan, i 3 Moschettieri hanno deciso di incrociare nuovamente i propri destini e lo hanno fatto sull’isola portoghese ubicata al largo delle coste marocchine, nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico, dal 15 al 22 febbraio 2024.

Perché il sottoscritto (Riccardo Tempo), Marcello Vaglia e Marco Mendini hanno scelto di soggiornare proprio sull’isola lusitana? Uno dei sogni dei miei due compagni d’avventura, enduristi di grande esperienza, era di pedalare sui mitici trail della Trans Madeira e quale occasione migliore di farlo se non questa?
Io, come già accennato nelle righe precedenti, ho prediletto la bici da strada e proprio sui miei itinerari, oltre alla quotidianità della nostra vita, verte questo articolo.


Siete pronte/i a seguirci in questa nuova avventura? Iniziamo dall’organizzazione e dalla partenza, prima di entrare nei dettagli delle giornate trascorse laggiù.
In bici a Madeira, organizzazione e partenza
Come già in Uzbekistan e anche nei miei altri viaggi effettuati con Marcello (Medio Oriente, Paesi Bassi, Polonia…), il prepartenza ha riservato diversi colpi di scena, uno su tutti. Da mesi avevamo concluso le varie pratiche per il noleggio di un camper ma, tre giorni prima di partire, il “simpatico” signor N. N. ha deciso di darci buca.
Così abbiamo ripreso il piano B e, in fretta e furia, abbiamo noleggiato un furgoncino e prenotato due appartamenti, il primo a Estreito da Calheta e il secondo nel capoluogo Funchal. Alla fine, viste le pendenze monstre delle strade presenti sull’isola, è stato forse meglio così.


Spostandoci al viaggio dall’Italia, abbiamo prenotato un volo diretto sia all’andata sia al ritorno, in modo da evitare ulteriori problemi di logistica a causa delle pesanti sacche da bici. In quel periodo i voli diretti per Funchal partivano soltanto da Roma Fiumicino e le 6.40 era l’orario previsto per il 15 febbraio.
In breve, ecco come abbiamo fatto:
- 14 febbraio – tardo pomeriggio: treno ad alta velocità da Milano a Roma Termini (io e Marcello) e da Brescia a Roma Termini (Marco)
- 14 febbraio – sera: transfer con un bus navetta dalla stazione di Roma Termini all’aeroporto
- 14 febbraio – notte: arrivo a Roma Fiumicino (abbiamo dormito lì, sui nostri tappetini)
- 15 febbraio – verso le 5: check-in per i bagagli oversized (il check-in online per i posti sull’aereo l’avevamo fatto la sera prima)
La partenza è stata puntuale e, dopo circa 4 ore, siamo giunti all’aeroporto internazionale Santa Caterina di Funchal e Madeira, intitolato al calciatore Cristiano Ronaldo dal 2016. A titolo di cronaca, abbiamo preso un volo della Wizz Air e il limite di peso massimo consentito per il bagaglio sportivo era di 32 kg.


Nonostante le bici – la mia bici da corsa pesa circa 7 kg, le loro mtb da enduro invece circa il doppio – e tanto altro materiale, siamo riusciti a starci dentro, non dovendo così pagare alcun supplemento.
7 giorni a Madeira: itinerario
- Giorno 1 (15/2/24): arrivo a Funchal, ritiro del furgone, trekking a Ponta de São Lourenço, check-in
- Giorno 2 (16/2/24): giro in bici tra le montagne sopra Calheta con partenza da Galhano (io), 4a tappa della Trans Madeira (loro)
- Giorno 3 (17/2/24): giro in bici nella zona tra Porto Moniz e Calheta con partenza da Fonte do Bispo (io), 5a tappa della Trans Madeira (loro), cena tipica a Prazeres
- Giorno 4 (18/2/24): visita al Giardino Botanico di Funchal e alle caratteristiche casette di Santana (io e Marcello), giro sui trail della 2a tappa della Trans Madeira (Marco), check-in, cena ai baracchini della festa per il Carnevale di Funchal
- Giorno 5 (19/2/24): giro in bici nella zona del Pico do Areeiro (io), 1a tappa della Trans Madeira (loro)
- Giorno 6 (20/2/24): trekking al Pico do Areeiro (io), 3a tappa della Trans Madeira (loro)
- Giorno 7 (21/2/24): relax a Machico (io), 2a tappa della Trans Madeira (loro), cena tipica nei pressi di Funchal
- Giorno 8 (22/2/24): restituzione del furgone e partenza
Madeira in bici – giorno 1
Giunti a Madeira verso le 10 locali (c’è un’ora di fuso in meno rispetto all’Italia), abbiamo subito ritirato il furgone, un FIAT Doblò Maxi dal bagagliaio estremamente spazioso e piuttosto scattante sulle spaventose pendenze delle strade isolane.
Lo spettacolare trekking verso Ponta de São Lourenço, a picco sull’oceano, è stata la nostra prima attività. Il sentiero parte dal parcheggio della Baia de Abra e giunge alla Casa da Sardinha per un totale di circa 8 km e 330 metri di dislivello positivo tra andata e ritorno.


Noi, per motivi di tempo, ne abbiamo percorso solo una parte, riuscendo comunque ad ammirare una natura incredibile e panorami meravigliosi. La mattinata era piuttosto calda e, in casi come questo, una bottiglia d’acqua fresca e la crema solare sono di fondamentale importanza.
Tornati a Funchal, abbiamo pranzato presso il Mercado dos Lavradores, assaggiando per la prima volta il tipico bolo do caco, un pane semidolce di grano, spesso spalmato con burro all’aglio e prezzemolo. Noi lo abbiamo ordinato con la farcitura di carne.
Salutata la città, siamo andati al nostro appartamento a Estreito da Calheta per effettuare il check-in, restando colpiti dalla pazzesca vista oceano visibile dal terrazzo. La casa era composta anche da un ampio soggiorno con cucina, due stanze da letto e un bagno, oltre a un posto auto sul retro. Dopo cena, subito a letto, in vista delle pedalate del giorno dopo.
Madeira in bici – giorno 2
E il secondo giorno bici fu! Appena sveglio, non avrei mai pensato di pedalare in alcuni degli scenari più affascinanti di tutta la mia vita e invece, fortunatamente, è stato proprio così.


Dopo colazione, abbiamo raggiunto la località di Galhano (circa 1.270 m), parcheggiando il furgone in una piazzola sterrata. Da lì, Marcello e Marco si sono involati sui sentieri della quarta tappa della Trans Madeira, mentre io ho percorso alcune strade incredibilmente suggestive lungo la Strada Regional 105.
- Lunghezza: 22,80 km
- Dislivello: 619 m
- Altitudine max: 1.397 m
- Traccia Strava: Madeira – day 1
Wow, tanta roba!!! Terminato il giro, ho guidato fino al Farol da Ponta do Pargo, un faro inaugurato nel 1922 e costruito sulla sommità di Ponta Vigia, una scarpata rocciosa a strapiombo con un’altezza di 312 metri.


Anche questa si è rivelata un’altra esperienza da sogno, con le rocce a strapiombo sul mare che ricordano i panorami irlandesi. Dopo un po’ i due amici biker mi hanno raggiunto e da lì siamo andati a pranzare in un bar, a suon di bolo do caco e caffè cortado, un espresso tagliato con latte, molto bevuto in queste zone.
Accompagnati i ragazzi ai trail della seconda parte di giornata, li ho aspettati presso Praia da Calheta, la zona di Calheta adibita alla spiaggia, ai locali turistici e al porticciolo, da cui ho goduto un tramonto mozzafiato.


Tornati a casa, Marcello ci ha deliziati con una buonissima pizza margherita con le olive, accompagnata da una fresca birretta. Che inizio di vacanza!
Madeira in bici – giorno 3
Svegliarsi davanti alle placide onde dell’oceano appena illuminate dai primi raggi di sole è un’emozione da favola, non proprio comune per cittadini come noi. Divorata la colazione, abbiamo raggiunto Fonte do Bispo (circa 1.200 m), località nei pressi di Galhano, luogo di partenza del dì precedente.
Da qui i ragazzi si sono buttati sui trail della quinta tappa della Trans Madeira, mentre io mi sono diretto verso Porto Moniz. A circa metà discesa, ho girato la mia Bianchi Specialissima (con gruppo meccanico Shimano Ultegra e freni tradizionali), ripercorrendo la medesima strada in salita.


Tornato al furgone, ho ripreso la traccia della giornata precedente, pedalando nuovamente su quei meravigliosi e incantevoli percorsi descritti nel paragrafo dedicato al giorno 2. Ecco in breve i dati del mio giro:
- Lunghezza: 31,43 km
- Dislivello: 846 m
- Altitudine max: 1.284 m
- Traccia Strava: Madeira – day 2
Da qui ho atteso i due amici a Farol da Ponta do Pargo, prima di andare a pranzare e riaccompagnarli presso i sentieri della seconda parte di tappa. Terminate le attività sportive, abbiamo deciso di concludere degnamente la nostra esperienza in questa zona con una buona cena tipica in una trattoria a Prazeres.


Il kebab regionale servito direttamente su uno spiedo agganciato al soffitto e una gustosa bistecca di maiale, accompagnati da una caraffa di sangria, hanno dato il giusto sprint alla serata.
Madeira in bici – giorno 4
La quarta giornata del nostro viaggio, quella del trasferimento da Calheta a Funchal, ha visto me e Marcello prendere una pausa dalla bici, mentre Marco ha preferito continuare a girare. Così, dopo avere sbaraccato casa e accompagnato l’amico nell’area di Montado do Pereiro, ci siamo diretti al Giardino Botanico di Funchal.


Il Jardim Botânico da Madeira, aperto al pubblico nel 1960, è qualcosa di unico nel suo genere, soprattutto per la fortunata posizione di fronte all’oceano. Tra piante autoctone e vegetazione proveniente da tutto il globo, abbiamo trascorso due ore piacevoli, visitando anche le tre sale del museo di storia naturale. Sono stati 7,50 euro spesi bene!
Dopo aver mangiato un pezzo di pizza, ci siamo diretti a Santana, cittadina celebre per ospitare alcune casette dal tetto di paglia tipiche del periodo in cui l’isola venne riscoperta dai navigatori portoghesi e colonizzata (inizio XV secolo).


Appena prima di arrivare in questa location, ci siamo fermati su una stradina secondaria sterrata, raggiungendo a piedi il bosco tramite il passaggio da una piccola grotta. Dal nulla siamo passati da un panorama collinare a un sentiero a picco sull’oceano, davvero incredibile!
A fianco di questo trail era presente una levada, uno dei tanti canali d’irrigazione – oltre 3.000 km su tutta Madeira – scavati nelle pareti rocciose a partire dal XVI secolo. Il tempo di scattare qualche foto e siamo andati a prendere Marco nei pressi di Porto da Cruz, sempre nella zona nord dell’isola, punto di arrivo della sua giornata in mountain bike.


Quindi ritorno a Funchal, check-in, due birrette in un pub del centro e cena a base di panini farciti di pesce e crêpes alla nutella durante la festa di Carnevale. Quest’ultima si è rivelata molto divertente, piena di allegria, musica, luci e colori, ma senza quel caos che a volte potrebbe risultare un po’ fastidioso. Se doveste passare da qui durante questa stagione, non perdetevela!
Madeira in bici – giorno 5
Lunedì ci ha visto di nuovo tutti in bicicletta. Da Funchal, in circa 35′ di furgone, abbiamo raggiunto la parte alta del Pico do Areeiro e da lì Marco e Marcello sono partiti alla scoperta dei trail della prima tappa della Trans Madeira.
Io invece, dopo avere lasciato il furgone al parcheggio del ristorante Abrigo do Poiso (1.414 m), ho pedalato fino alla vetta del Pico do Areeiro (1.818 m), prima di tornare indietro (su strada il Pico è raggiungibile solo da un versante) e concludere il giro con un piccolo anello nella zona di Poiso.


Durante la scalata, il caldo si è fatto sentire e nonostante la brevità dello sforzo, ho dovuto versarmi in testa quasi un’intera borraccia d’acqua. Partendo da Funchal, questa salita diventa molto dura, con alcuni tratti dalle pendenze estremamente ostiche.
- Lunghezza: 22,51 km
- Dislivello: 685 m
- Altitudine max: 1.818 m
- Traccia Strava: Madeira – day 3
Dopo avere bevuto una fresca birra sul terrazzino in legno del ristorante, sono partito alla volta di Machico, dove i miei amici mi avevano comprato un buonissimo panino e una fetta di torta.
Accompagnati alla partenza dell’ultimo trail di giornata, li ho poi aspettati davanti alle onde rabbiose di Caniçal. Quindi cena a casa e a letto presto, visto che il dì seguente sarebbe stato il loro più duro in assoluto, con oltre 2.000 metri di dislivello positivo.
Madeira in bici – giorno 6
Più che “Madeira in bici”, sarebbe più giusto chiamare il giorno 6 come “Madeira trekking”. Mentre i due compagni d’avventura stavano dando spettacolo sui sentieri dell’infinita terza frazione della Trans Madeira, io ho invece intrapreso una piacevole camminata da Ribeira das Cales al solito Pico de Areeiro.


Lasciato il veicolo proprio al parcheggio di Ribeira das Cales, da lì ho proseguito a piedi fino alla cima della montagna seguendo le indicazioni del sentiero nr. 3 in poco più di due ore. Tra i profumi delle piante e i colori dei fiori, il gorgoglio del torrente e lo sguardo sorpreso di qualche asinello, la passeggiata mi ha lasciato un bel ricordo.
L’ascesa misura 7,2 km di lunghezza per un totale di 750 metri circa di dislivello positivo. Nella parte finale bisogna percorrere un breve tratto su strada, essendo stata chiusa una porzione di sentiero. Ecco i dati del mio giro tra andata e ritorno, compreso qualche breve excursus in cima:
- Lunghezza: 15,59 km
- Dislivello: 865 m
- Altitudine max: 1.818 m
- Traccia Strava: Madeira – trekking
Raggiunto il furgoncino, ho guidato per circa un’ora in direzione São Vicente, nel nord dell’isola, dove i ragazzi sono arrivati con il buio. Una volta a casa, Marcello ci ha deliziati con la seconda pizza fatta in casa della vacanza.
Madeira in bici – giorno 7
Se il settimo giorno è stato l’ultimo in bici per i due amici, per me è invece stato di assoluto relax. Esclusi i “furgonamenti” per accompagnarli presso alcuni trail, ho trascorso un paio di ore piacevoli sul lungomare di Machico e poi, poco prima del tramonto, ho raggiunto Praia Formosa, la spiaggia principale di Funchal.


In questa seconda occasione, sono stato raggiunto da Marcello e Marco, con cui ho bevuto una birretta a un tavolino di un locale davanti alle onde dell’oceano. Ci siamo poi spostati nell’entroterra, per una cena deliziosa a base di piatti locali tipici e vino rosso, concludendo così nel migliore dei modi.
Al ritorno verso l’appartamento abbiamo acceso la musica, mettendo su qualche canzone di Matrang, colonna sonora della nostra mitica esperienza uzbeka.


Al contrario di altre occasioni, dove un singolo artista l’aveva fatta da padrone, in questo caso abbiamo ascoltato canzoni diverse a seconda delle giornate, con un Marco particolarmente scatenato nell’esibizione dei tormentoni di Mahmood in quel di Calheta.
Madeira in bici – giorno 8 e conclusione
Che cosa scrivere ancora su questo viaggio? L’ultima mattina abbiamo chiuso le pesanti sacche da bici e riconsegnato il furgone presso l’aeroporto di Funchal. Da lì abbiamo ripetuto la procedura dell’andata riguardante il check-in per i bagagli oversized e ci siamo imbarcati sull’aereo.
Giunti a Roma, abbiamo preso il bus navetta da Fiumicino alla stazione Termini e da lì io e Marcello siamo andati a Milano e Marco a Brescia.

È stata una vacanza epica, all’insegna del divertimento, dello sport e della scoperta di una realtà incredibilmente interessante. Madeira ci ha proprio sorpreso! Alla prossima e buone pedalate a tutti 🙂