Minitennis, benefici e stereotipi

Può sembrare una frase fatta, ma praticare uno sport non passa mai di moda. Che venga svolto a livello agonistico oppure amatoriale, costituisce un modo classico per restare in forma, per divertirsi e perché no, per mettersi in gioco. E se tale discorso vale per tutte le età, a maggior ragione riguarda coloro che muovono i primi passi nel mondo dello sport: i bambini. Partiamo da un presupposto: ogni sport ha i suoi lati positivi e se si pensa all’atteggiamento (più che corretto) dei genitori che orientano i propri figli a provare più discipline prima di giungere a quella preferita, allora è chiaro quanto non abbia senso stabilire una gerarchia. Ma se qualcuno dovesse chiedere: perché mio figlio dovrebbe praticare minitennis? Questa è solo una delle domande che spesso mi sono state rivolte nel corso degli anni, colme di dubbi e pregiudizi. Vediamo di dare qualche risposta e magari, sfatare qualche mito.

CHE COS’E’ IL MINITENNIS?

E’ la prima fase della “carriera” tennistica, oggi precisamente tratteggiato dalla FIT – Federazione Italiana Tennis (pre-tennis, avviamento, preagonistica, agonistica), il cui inizio si può stabilire verso i 4-5 anni. Come si evince dalla parola stessa, quasi tutto è “mini”: miniracchette, minicampo, minirete, mentre le palline, che possono essere di gommapiuma o depressurizzate, sono molto più grandi, per consentire al bambino di colpire facilmente la palla. La lezione, che si svolge con un gruppo più o meno nutrito di bambini, prevede diverse attività strutturate per stimolare il giovane atleta dall’inizio alla fine, mescolando tennis e gioco. Tali esercizi sono infiniti e nella maggior parte dei casi sono frutto di lunghi studi di psicomotricità.

IL MINITENNIS E’ UNO SPORT COSTOSO?

Veniamo al primo tasto dolente. Uno degli stereotipi più “classici” del tennis sarebbe il suo essere un sport d’élite, accessibile solo ai benestanti. Ma oggi non è più così o almeno occorre fare delle differenze. Certo, esistono anche circoli prestigiosi – come quelli delle grandi città – in cui le quote annuali possono essere elevate ma, proprio per la vastità della struttura, offrono altri servizi compresi nel prezzo: piscina, sauna, palestra, ecc. Nei circoli di “paese” invece, si possono trovare tariffe costruite in modo da venire incontro alle esigenze dei “portafogli” e che scendono man mano che aumentano il numero di ore di gioco effettuate e il numero di parenti che scelgono di tesserarsi nello stesso circolo.

IL MINITENNIS E’ UNO SPORT INDIVIDUALE?

Un altro quesito posto dai genitori riguarda l’individualismo del tennis: infatti lo scopo di ogni sport dovrebbe consistere nel far crescere il bambino, insegnandogli a socializzare con i propri coetanei e un’attività individualistica non agevolerebbe tale compito. Ma come detto, le lezioni di minitennis non sono quasi mai individuali e prevedono un gruppetto più o meno nutrito di atleti; in questa prima fase, inoltre, l’attività agonistica è molto limitata e se presente, viene spesso organizzata a squadre, favorendo una non indifferente coesione del gruppo. E non dimentichiamo che nel tennis esiste la variante del doppio, che esclude una volta per tutte questo tanto vituperato individualismo.

IL MINITENNIS FA BENE ALLA SALUTE?

Un altro famoso stereotipo riguarda l’imputazione mossa al tennis di favorire frequenti infortuni e “rovinare” il fisico, in quanto sport “asimmetrico”. Sfatiamo questo mito. Non si parla di professionisti che viaggiano tutto l’anno in giro per il mondo giocando partite su partite e
macinando chilometri. Il nodo riguarda bambini che affiancano un percorso “tecnico” alla crescita fisica: infatti oggi tutte le scuole tennis seguono un programma atletico da affiancare a quello didattico. Nel minitennis tale compito è affidato ai vari “giochi” cui abbiamo accennato, che hanno lo scopo di sviluppare le capacità coordinative del bambino, che in questa fase sono particolarmente recettive. Inoltre tutti i materiali utilizzati sono “mini” proprio per adattarsi al fisico del bambino il quale, da un attività sportiva così varia e studiata nei minimi dettagli, non potrà che trarre giovamento.

IL MINITENNIS E’ DIVERTENTE?

Questa domanda si ricollega direttamente alla prima. Dopotutto, il minitennis è un insieme di “esercizi” studiati e creati appositamente per far sì che il bambino impari “divertendosi”. I vari giochi affrontati durante le lezioni vengono impostati in modo che l’insegnamento dei “fondamentali” venga insegnato con parole e gesti in grado di essere compresi dall’atleta, proprio grazie allo stimolo che viene dal gioco. Si pensi all’insegnamento della volée, dove spesso viene consigliato l’uso di entrambe le mani – che si staccheranno in una fase più avanzata dell’apprendimento – oppure, per spiegare l’importanza di evitare un’ampia preparazione, viene fatto immaginare alle spalle del bambino uno “specchio” che non deve essere rotto. E ancora, il campo viene spesso “condito” da vari oggetti (birilli, cerchi, scalette”) volti a rendere la lezione dinamica e mai ripetitiva.

Articolo scritto da Franco Fusè (giocatore e istruttore di tennis) – SEO by Riccardo Tempo

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